Il nuovo anno com’è iniziato?
Con un bellissimo raffreddore e dolori osteoarticolari.
Anche il tuo?
Il raffreddore è un’infiammazione delle vie aeree, quindi del naso, della faringe e talvolta laringe e trachea.
Generalmente, il raffreddore è preceduto dal cosiddetto “mal di gola”, una faringite, cioè infiammazione della faringe.
Quanto è debilitante il mal di gola?
Dimmi la verità, quando impatta la difficoltà nella deglutizione, nel parlare, sul tuo benessere fisico ed emotivo? Eppure è soltanto un mal di gola!
La zona orofaringea è il punto da dove fuoriescono le nostre emozioni, le nostre sensazioni, la nostra necessità di condivisione e di espressione, ecco perché è una zona molto sensibile e soggetta ad infiammarsi non solo in caso di raffreddamenti (sbalzi di temperatura, colpi di freddo, correnti), ma anche in caso di stress psico-emotivo.
Pensa all’ultima volta che hai subito un “trauma” e hai trattenuto il tuo dolore, la tua rabbia, il pianto, ingoiando tutto e facendo finta di niente. Non è iniziato subito un fastidio alla base della lingua, verso la gola, il palato molle? Non hai cambiato modo di deglutire: maggiore difficoltà, deglutizione rumorosa, pesante, fastidiosa?
Se non decidi di “buttare fuori” tutto attraverso i mezzi che ti sono concessi dalla natura (voce, azioni fisiche), il corpo deciderà di eliminare ciò che compromette il suo benessere, da solo.
Con ciò, non voglio dire che ogni raffreddore è dovuto all’incapacità di esprimersi o alla volontà di tenersi tutto dentro, però andando ad analizzare la situazione, molto spesso, si può notare che il malessere non arriva mai per caso.
Per esempio: alla vigilia di Capodanno sono andata a cantare in un posto dove, appena entrata, ebbi la percezione di essere fuori luogo.
Essendo una professionista, chiaramente ho fatto ciò che dovevo fare, spingendomi anche un po’ oltre i miei canoni, e uscendo dal mio modus operandi, adattandomi al pubblico presente.
Durante la serata, dietro le mie spalle, bruciava un fungo di quelli che servono per riscaldare l’ambiente. Dopo un paio d’ore (intorno alle 22) questo fungo ha iniziato ad emanare un odore come di sigaretta bruciata. Ovviamente io ho respiravo tutto ciò, e dopo un po’ ha iniziato a darmi fastidio, mi bruciava la gola, il respiro era corto.
Ma comunque dovevo andare avanti con il lavoro. Togliere il fungo avrebbe significato morire di freddo, tenerlo significava respirare qualcosa di tossico.
Non se ne usciva, qualsiasi decisione venisse presa.
Alle ore 1.00 la mia VOCE ERA FINITA, non ho mai provato la sensazione di non poter controllare la voce mentre cantavo, quella sera ho capito cosa si prova. Avevo messo a dura prova le mie povere corde.
Ma non è tutto, finito di smontare la strumentazione, è successa una cosa incresciosa: la proprietaria del locale non ha voluto pagare l’intera cifra pattuita, lesinando sul prezzo, poiché “non si erano presentate tutte le persone che avevano prenotato”. Il leader del gruppo – che non ero io – le ha accordato “lo sconto”, provocando la mia ira.
Insomma, il resoconto della serata:
– Freddo
– Inalazione di gas tossico
– Cattiva Cena
– Proprietaria irrispettosa e maleducata
– Rabbia durata tutta la notte
Il GIORNO DOPO io come stavo? Avevo LA GOLA IN FIAMME e sto ancora combattendo con il raffreddore.
Ecco che ci sono LE CAUSE (freddo etc..) e LE CONCAUSE (alterazioni psico emotive).
Possiamo prevenire un raffreddore, talvolta, anche pensando bene a come reagire di fronte alle circostanze che la vita ci offre.
Per curare il raffreddore rivolgiti al medico, per scoprire di più sulla voce e lavorare sulla tua autostima, scrivi pure a info@parlacomesenti.it o lascia un commento a questo articolo!
A presto,
Giò ![]()
