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Pillole vocali

…E DA QUEL GIORNO HO USATO L’ERISIMO

Storie di aglio e di ingenuità.

Questa storia la racconto oggi per la prima volta, dopo averla svelata a Pascal su Radiodue pochi minuti fa. Lui, Matteo, non riusciva a smettere di ridere!

Non avevo ancora 20 anni. Frequentavo l’accademia di recitazione a Roma e facevo la cantante.
Per me, rimanere senza voce equivaleva a essere in fin di vita.

Se vuoi ridere, continua a leggere.

Quel giorno, a causa di un forte raffreddore, ero completamente afona. Dopo aver attraversato mezza Roma (vivevo a Rebibbia e mi spostavo ogni giorno per andare a Trastevere) e atteso ore di metro, tram e autobus, finalmente, arrivai in classe.
C’era Emanuele, l’insegnante di canto ad aspettarmi. Gli palesai il problema, senza troppo sforzo, poiché non usciva un suono dalla mia bocca e lui, prontamente mi diede un consiglio, il rimedio della nonna: – “Usa l’aglio!” – tuonò. E mi assicurò che l’indomani sarei stata meglio. Come dovevo usarlo? Come fosse una supposta!

Perplessa e speranzosa, a fine giornata tornai a casa, dove vivevo con un mio amico, ex compagno di liceo, e iniziai la pratica.

Vincenzo, il mio coinquilino, mi trovò che rovistavo nella cassettina dell’aglio alla ricerca dello spicchio giusto: non troppo grande… per ovvie ragioni, né troppo piccolo (avevo paura non funzionasse).
Trovato, lo sbucciai bene bene, lo sciacquai sotto l’acqua corrente, vi versai sopra un filo d’olio e andai verso il bagno.
Vincenzo, che aveva assistito all’accurata procedura, mi guardava curioso e interdettoo, accompagnandomi con lo sguardo fino a che scomparii dietro la porta.

Finalmente, dopo 15 minuti, nella “salle de bain” ho potuto portare a termine il compito: inserire l’aglio! Vi risparmio i dettagli. Vi dico solo che avrei preferito ci fosse mamma, così come quando avevo 8 anni.
Ora, non mi restava che attendere.
Infilato il pigiama, uscii dal bagno, Vincenzo era ancora lì a guardarmi. Salutai e andai a letto.

Beh, non puoi perderti il finale!

Ore 7.00. Sveglia. Come mai prima d’allora, saltai dal letto. Non vedevo l’ora di sentire il risultato.
Provai a fare due note, ma niente, non usciva la voce. ‘Beh, pensai, sarà che mi sono appena alzata, devo aspettare che si scaldi’. Con serenità, canticchiando dentro di me, feci colazione. Il solito latte e caffè dolcificato con il miele, che uso sempre durante tutto l’inverno, proprio per la gola.

Finita la colazione, come sempre, andai in bagno.
E lì, ebbi la rivelazione. Eh sì, perché l’aglio non è come una supposta vera! Nooooo!!!! Rimane intero!!!!
E infatti, così com’era entrato, integro, è uscito! Accompagnato dal suo inconfondibile profumo…d’aglio appena sbucciato!

Niente sarebbe stato tutto ciò, se solo il rimedio della ‘fantastica’ nonna di Emanuele il maestro, fosse stato efficace!
Afona ero e afona rimasi!

Fu da quel giorno che iniziai a usare l’erisimo!

Cosa prendere da questo racconto? A 20 anni è bene sperimentare, oggi, che ne ho 30, ho ancora molto da imparare!

Prenditi cura della tua voce, prima di arrivare all’aglio!!!

Con Amore,
Giò♥

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